VISITA GUIDATA Memoriale delle deportazioni in Piazza Bartali / Viale Giannotti 81/85 a Firenze SABATO 6 APRILE 2024

Data:
11 Marzo 2024

La Commissione Cultura OAPPC di Prato propone una visita guidata al Memoriale delle deportazioni in Piazza Bartali / Viale Giannotti 81/85 a Firenze
SABATO 6 APRILE 2024 
La partecipazione è gratuita e con posti limitati.
La visita sarà divisa in due turni, uno dalle 10.000 alle 11.30 ed il secondo dalle 11.30 alle 13.00

A seguito dell’iniziativa “Architettura per vivere-Architettura per Ricordare” del 27 gennaio organizzata dal Gruppo Cultura dell’Ordine Architetti Prato in collaborazione con l’Ordine Architetti Firenze e la Fondazione Architetti Firenze, vi invitiamo a partecipare alla visita al complesso museale Memoriale delle Deportazioni a Firenze.

Per aderire si richiede di compilare il modulo seguente entro e non oltre Lunedì 18 marzo 2024
https://docs.google.com/forms/d/10nPuPOzOpYqbHmiMMedw-gQveX3_Spia5qNHCvQlAB4/edit

Dato l’esiguo numero di posti disponibili si raccomanda l’adesione solo se veramente interessati.

Le visite saranno condotte dal Museo della Deportazione e Resistenza di Prato. 

Il Memoriale delle deportazioni custodisce il Memoriale allestito all’interno del Block 21 del campo di Auschwitz I, una straordinaria opera d’arte frutto dell’incrocio e della cooperazione di figure che furono di spicco nella cultura italiana ed europea. Il percorso museale che ne introduce la visita racconta la storia delle deportazioni nei lager nazisti, nel contesto della storia europea della seconda guerra mondiale e dei fascismi.
Allestito ad Auschwitz nel 1979 e inaugurato nella primavera successiva, il “Memoriale in onore degli italiani assassinati nei campi nazisti” fu progettato da un gruppo che raccoglieva alcune delle maggiori personalità della cultura italiana: l’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, sopravvissuto a Gusen, lo scrittore Primo Levi, sopravvissuto ad Auschwitz, il regista Nelo Risi, il pittore Mario Pupino Samonà e il musicista Luigi Nono. Realizzato dalla ditta di Giordano Quattri nel luglio-settembre 1979, fu inaugurato nell’aprile 1980.
Nel 2011 la direzione del Museo di Auschwitz chiude il Blocco 21, considerando l’esposizione nazionale italiana prettamente artistica e priva di valore storico. Il Memoriale BBPR va smantellato e spostato, pena la sua distruzione. Il tentativo di salvataggio nel luogo originario da parte di storici, restauratori, architetti, storici dell’arte e società civile proseguirà fino al 2014, quando l’ANED nazionale troverà il luogo adatto ad ospitarlo in Toscana, a Firenze, grazie alla disponibilità del Comune di Firenze e della Regione Toscana. Il luogo di destinazione del Memoriale è un edificio di proprietà comunale del quartiere 3, nell’area industriale ex Longinotti, rifunzionalizzato con lavori edili integralmente finanziati dalla Regione; il progetto di ricollocazione è dell’architetto Alberico Belgiojoso.
Nel 2015 Mibact, Regione Toscana, Comune di Firenze, Aned hanno sottoscritto un protocollo per tutelare e valorizzare il Memoriale nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile e per restituirlo alla fruizione pubblica.
L’opera è stata oggetto di un accurato restauro a cura dell’Opificio delle Pietre Dure, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Quello sul Memoriale rappresenta un caso unico di restauro di un’opera di arte contemporanea, considerate sia le grandi dimensioni sia le sue caratteristiche multimediali. Il progetto di ricollocazione, oltre al lavoro comune fra Ministero dei Beni e delle attività culturali, Regione Toscana, Comune di Firenze e Aned, proprietaria dell’opera, è stato sostenuto anche da Fondazione CR Firenze, Firenze Fiera, Studio Belgiojoso, Cooperativa Archeologia, Unicoop Firenze, K-Array, Tempo Reale. Ad aprile 2023 l’opera ha ottenuto dalla Soprintendenza la dichiarazione d’interesse culturale ai sensi art. 10, c.3 lettera d del Codice dei Beni Culturali. La nuova casa del Memoriale italiano di Auschwitz, inaugurata a Firenze l’8 maggio 2019, è ora arricchita da un percorso museale sulla storia del Novecento che non ha uguali in Italia.

Ultimo aggiornamento

17 Marzo 2024, 17:01